La camera di commercio italo libica in Cirenaica

La prima missione economica europea nei territori dell’est della Libia

Si è conclusa venerdì mattina la missione condotta dalla Camera di Commercio italolibica in Cirenaica. Dopo quella del 2 maggio 2018 a Tripoli, che ha visto la presenza del premier Al Serraj, il ceo della NOC, della Gecol (la compagnia elettrica nazionale), edi altri importanti esponenti dell’economia della Tripolitania, la Camera ha intrapreso una nuova missione nell’est del Paese.

La visita a Bengasi e a Tobruk è da ritenersi rilevante sia nella fase di collaborazione per la ricostruzione di parte di quel territorio, sia per sviluppare opportunità per le imprese italiane, che nella Libia vedono una frontiera tanto vicina e interessante quanto ancora complessa. Ciò nonostante è emerso il forte intento da parte delle aziende italiane, desiderose di intensificare i contatti intrapresi nelle due missioni.

Il presidente GianFranco Damiano, come per Tripoli, ha voluto e guidato la prima compagine non solo italiana, ma anche europea, presente sul territorio libico, nell’area dove sono più che evidenti i segni lasciati dall’attacco feroce di Daesh.

La città di Bengasi (900.000 abitanti) e la sua comunità hanno sofferto un dramma assurdo, testimoniato delle rovine della città. Gli edifici e le pregevoli architetture del passato recano i segni indelebili di una violenza inaudita, tesa solo all’annientamento dello spirito di unacomunità. Il recupero degli edifici, e di conseguenza il riordino di Bengasi, è il primo passo per ripristinare la fiducia e consentire che il cuore della città possa riprendere a battere come nel passato.

Negli incontri avuti con Al Saqar Emran Fadhlall Almed, sindaco di Bengasi, e la sua giunta, la Camera di Commercio, il Business Council, … è presente questa volontà; occorre iniziare il prima possibile la ricostruzione totale e il rifacimento delle reti tecnologiche e in parte di quelle viabilistiche. Le aree interessate dalla ricostruzione dovranno essere oggetto di un intervento di bonifica di eventuali ordigni, che consenta lo svolgimento sereno e nella massima sicurezza e della vita quotidiana e delle attività di ricostruzione.

Accanto all’inquietante desolazione del panorama urbano, con la visita al campus universitario e con l’incontro con il rettore Prof. Mustafa Elfakhri, si è percepito come Daesh volesse infierire, con grande determinazione, sul futuro del Paese, danneggiandogiovani, istruzione, cultura e soprattutto lavoro.

In un territorio da ricostruire l’efficienza della struttura portuale èdeterminante, in quanto rappresenta la fonte unica di approvvigionamento di merci e materiali, tema che la delegazione ha affrontato con attenzione con YazeedBozrida, Presidente della Port Authority, disponibile per un’eventuale partnership sia per la fase progettuale sia per quella esecutiva in vista della sistemazione delle strutture portuali.

Le ambizioni di trasformazione di Bengasi sono emerse negli incontri con Privatization&InvestmentBoarde con quello per la gestione della Elmereisa Free zone; le ipotesi di investimento proposte, ottimistiche ma interessanti, sarannosostenibiliquando si concluderà completamente la fase emergenziale.

Il processo di sostenibilità finanziaria, a supporto della ricostruzione, è stato presentato dal Dr. Ali Elhebri Governatore della Banca Centrale della Cirenaica; il ridotto trasferimento dei proventi dell’estrazione petrolifera da parte dell’ovest, rimane comunque il punto dolente che potrebbe rallentare sensibilmente il processo di ricostruzione nell’area. Restano sospese le questioni dell’oscillazione del cambio, frutto dell’instabilità politica, e del trasferimento dei ricavi all’estero, sul quale comunque è stata dichiarata la disponibilità a definire una procedura chiara e favorevole alle imprese.

Successivamente la delegazione, sempre composta da una decina di partecipanti, si è trasferita a Tobruk (300.000 abitanti) dove il Sindaco, FarajHishamBouKhattabya, e la sua giunta, accanto ad autorevoli rappresentanti della città, hanno esposto la situazione di un territorio che ha subito gli effetti del terrorismo.

Gli afflussi notevoli di feriti e di profughi dalla vicina Bengasi, distante circa 450 km, l’insufficienza delle strutture residenziali, sociosanitarie e la carenza delle risorse idriche ed energetiche, hanno pregiudicato lo sviluppo della città. Le richieste di supporto da parte del Comune diTobruk spaziano dalla sanità all’agricoltura, dall’emergenza abitativa all’aeroporto, per terminare con il porto commerciale a servizio di un ampio territorio.

Durante tutti gli incontri, di fronte a problematiche varie e complesse, la delegazione ha definito con enti e istituzioni locali, un piano di lavoro sul quale si baseranno ulteriori iniziative, contatti e incontri nell’immediato futuro.

La risultante positiva di questa missione, oltre all’ottimo rapporto instaurato con gli interlocutori, è stata la concretezza del dialogo e la percezione del netto miglioramento della sicurezza sul territorio, un processo ancora in evoluzione, ma che potrà trovare il giusto compimento solo con la stabilizzazione politica globale.

La “voglia d’Italia” è forte tra le persone e le istituzioni, evidente anche nella prima scuola di lingua italiana di Bengasi, diretta da WardaElbejou e frequentata da circa 1.100 libici.

Questa missione economica e imprenditoriale, pur nella laicità politica, ha rinnovato e rafforzato l’impegno del Premier italiano Giuseppe Conte, esposto nella sua ultima visita a Tripoli, Bengasi e Tobruk del 23 dicembre 2018: rilanciare l’economia libica per alleviare la sofferenza dei cittadini, processo propedeutico alla pacificazione nazionale.

Quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno, la Camera ha in programma una terza missione con obiettivo il Fezzan, il sud del Paese, dove si prospettano interessanti scenari d’intervento e d’investimento in vari ambiti (impiantistica, agricoltura, energia, costruzioni civili, infrastrutture, solare, reti di comunicazione, ...).

Oggi la Camera di Commercio italo libica si rappresenta sempre più come l’interlocutore più affidabile e di riferimento per le aziende italiane che intravedono in Libia un’area concreta di sviluppo per le loro attività imprenditoriali.

GianFranco Damiano
Presidente della Camera di Commercioitalolibica

 

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