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Il contributo del FVG per la futura Libia

ACON: A favore della Libia, coinvolta nella Politica Europea di Vicinato (PEV), la Regione FVG intende intervenire in particolare nei settori dell’agricoltura e sicurezza alimentare, dell’ambiente e del territorio, della sanità, del sostegno alle micro, piccole e medie imprese, della governance e della società civile, con particolare attenzione alle risorse idriche, alla valorizzazione del patrimonio culturale e alla formazione. Proprio nell’ambito della rinnovata PEV, tra i cui Paesi partner figura appunto anche la Libia, la cooperazione euro-mediterranea può svolgere un ruolo importante per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.

Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale Franco Iacop intervenendo a Gorizia al convegno “Libia: Caos e opportunità. Il disastro del Paese e i problemi delle aziende italiane. Quale futuro?”, organizzato a Palazzo De Bassa, con il patrocinio del Consiglio regionale FVG, della Camera di Commercio Italo Libica, oltre che del Comune e della Cciaa di Gorizia, dell’Università, di Confindustria, dell’Assemblea regionale e locale euromediterranea (ARLEM) e di IC&Partners.

Il convegno – a partire dall’analisi della situazione economica prima del 2011, anno dell’uccisione del colonello Muammar Gheddafi – ha visto anche l’intervento del vicesindaco di Tripoli Ibrahim Arebi, che ha parlato di come dalla capitale possano venire opportunità e idee per il futuro politico ed economico della Libia mentre da parte del Comitato europeo delle Regioni, rappresentato attraverso l’intervento di Filippo Terruso, è stata illustrata l’iniziativa “Nicosia di ARLEM”, ovvero il sostegno ai comuni libici e la potenziale forza di stabilizzazione in Libia, mentre dal presidente della Camera di Commercio Italo Libica Gian Franco Damiano è stato fatto il punto sul ruolo strategico delle aziende italiane per il futuro della Libia.

In questo quadro Franco Iacop, anche membro del Comitato europeo delle Regioni, ha parlato dei punti di eccellenza del Friuli Venezia Giulia quale contributo per la futura Libia. Lo strumento europeo di vicinato (Eeuropean Neighbourhood Instrument – ENI) finanzia le attività dell’Ue per aiutare i Paesi partner della PEV – ha spiegato Iacop ricordando anche la pluriennale esperienza dell’Ue nella gestione dei gruppi europei di cooperazione territoriale (Gect) a cui possono partecipare enti di Stati non appartenenti all’Ue. Ed anche l’Unione per il Mediterraneo (UpM) ha messo in atto progetti mirati.

Nello stesso senso, la Regione Friuli Venezia Giulia punta a favorire intese con partner istituzionali regionali e locali per intensificare le attività di cooperazione e partenariato, e coinvolgendo in un impegno organico e prolungato tutti gli attori delle rispettive comunità locali contribuisce allo sviluppo territoriale.

Le attività di cooperazione allo sviluppo possono essere – ha sottolineato Iacop ricordando il Programma regionale fino al 2017 (sulla base della legge regionale 19 del 2000) – un nuovo tipo di risposta ai problemi legati alla diffusa presenza di immigrati nel territorio regionale oltre che la base di future relazioni diplomatiche e commerciali.

Per questo il FVG oltre a sostenere dialogo politico e sociale, decentramento politico e amministrativo, tutela dei diritti umani e delle pari opportunità, intende favorire governo del territorio (inclusa la pianificazione e gestione dei servizi acqua, energia, trasporti e logistica e socio-sanitari) e promozione di processi di democrazia partecipativa, sostegno alle iniziative di internazionalizzazione e sviluppo locale (coesione sociale, formazione di cooperative di micro, piccole e medie imprese, sistemi creditizi equi e sostenibili, innovazione, agenzie di sviluppo e dei parchi tecnologici), sostegno alle politiche di tutela del patrimonio ambientale e culturale, creazione di centri di formazione professionale e specialistica per l’occupazione.

La Regione pertanto favorisce la partecipazione alle azioni a alla regia regionale di Enti locali, agenzie di sviluppo, associazioni di categoria, del sistema camerale, delle Università e loro Consorzi, Parchi scientifici e tecnologici, nonché della società civile organizzata.

Finalità essenziale della programmazione regionale in tal senso è, infatti, quella di favorire progettualità in grado di creare sinergie con altri programmi e progetti promossi da altre Regioni, dallo Stato, dall’Unione Europea e dalle Organizzazioni internazionali e compartecipare a tali iniziative.

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