Camera di commercio italo libica
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Libia e Iraq, i dati sulle importazioni Ue di petrolio

LETTERA43: La notizia era attesa in molte capitali europee e a Roma in particolare.
Dopo 10 mesi costellati di vaghi annunci su una ripresa della produzione petrolifera mai realizzata, il 18 agosto la National oil corporation, la società energetica libica, ha spiegato di aver avviato il primo carico di greggio dal terminal di Zuitina.
L'iniziativa è il primo effetto dell'accordo tra il nuovo governo di unità nazionale e le milizie che controllano i pozzi della costa vicino a Bengasi, arrivato ironia della sorte poche settimane prima del voto di sfiducia del parlamento all'esecutivo unitario. E sembrava essere il primo segnale di un lento e complesso ritorno della Libia nello scacchiere energetico continentale. 
LE VICENDE PARALLELE DI BAGHDAD E TRIPOLI. L'ex colonia italiana, dove oggi si ammaina la bandiera dello Stato islamico sventolante su Sirte, sotto la dittatura feroce del raìs Muhammar Gheddafi era tra i principali rifornitori di greggio delle maggiori econonomie europee: Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna. Oggi, con la produzione crollata da 1,6 milioni di barili al giorno ad appena 330 mila, quelle forniture sono state in parte sostituite.
Mentre Tripoli piombava nella guerra civile e sotto la minaccia dell'Isis, l'Iraq è tornato a fare lauti affari con l'Occidente. Dopo la guerra inventata per deporre Saddam Hussein e la successiva ascesa e parziale sconfitta del Califfato islamico che puntava alla presa di Kirkuk, la città con i più importanti pozzi della nazione, Baghdad ha ripreso i suoi rapporti commerciali privilegiati con gli Usa, ma anche con diverse nazioni europee, Italia inclusa.
LA DIPENDENZA ENERGETICA DA PAESI NEL CAOS. I due Paesi in cui oggi si combatte Daesh forniscono una buona fetta delle nostre importazioni energetiche. Nel 2008 più di un terzo dei prodotti petroliferi importati dall'Italia provenivano dalla Libia e dall'Iraq non ancora restituito agli iracheni, dove le milizie islamiste e i gruppi legati ad al Qaeda stavano prepotentemente tornando a reclamare il potere. 
Le cifre emergono dalle elaborazioni del Cambridge Economic Center per il rapporto sulla dipendenza energetica dell'Ue commissionato dalla rete di associazioni per lo sviluppo sostenibile Transport and environment pubblicato a luglio 2016.
Ripercorrendo gli ultimi 15 anni del commercio energetico del Vecchio continente, lo studio snocciola dati preziosi sulla portata economica della messa in sicurezza dei pozzi iracheni e di quella attesa dei pozzi libici.